Ieri è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il nuovo Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze. Potete scaricare la versione originale ai link predisposto sul sito della sezione (vedi sotto). Dall’inizio della consultazione pubblica ne abbiamo sentite e lette di tutti i colori, soprattutto da chi non era a conoscenza degli sforzi profusi. Ricapitolo brevemente la bella storia di radiantismo avvenuta ed i risultati conseguiti, nonché qualche piccolo pensiero rivolto al futuro. L’estate 2014 è stata calda, le serate si sono fatte lunghe e dopo un primo passaggio con l’individuazione degli addetti ai lavori è stata condivisa una bozza che illustrasse le posizioni dei radioamatori per rispondere tecnicamente e politicamente (nel senso più alto del termine) alla consultazione emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico. ARI, AMSAT Italia e CISAR, con le proprie deleghe, seppur con i distinguo del caso, si sono tutti mossi perché la risposta fosse utile su due fronti: portare avanti le numerose istanze per preservare la risorsa a noi tanto cara, lo spettro a noi assegnato, e far valere l’altissima competenza rappresentata dai radioamatori.
Delle richieste fatte, tutte contestualizzate anche nel panorama della Regione 1, delle Radio Regulations e delle armonizzazioni internazionali, di fatto la sola espansione della gamma 6 m è stata recepita potendo ora disporre dell’intervallo tra 50 MHz e 52 MHz.
Vi è stata l’iscrizione nel PNRF di bande sulle quali il MiSE si espresse nel passato con propri pareri, come la banda 472 kHz – 479 kHz o l’estensione dei 40 m fino a 7200 kHz e poche altre modifiche.
Abbiamo salvato la banda 13 cm (2300 MHz – 2400 MHz) dalle applicazioni MFCN, almeno per ora e la banda 23 cm messa in discussione dalle applicazioni di nuova introduzione spazio-Terra.
Nessuna notizia positiva sulla richiesta di recepimento in merito alle bande 60 m (5250 kHz – 5450 kHz), 4 m (70 MHz) e armonizzazione della banda dei 70 cm con estensione da 430 MHz a 440 MHz o all’estensione fino a 1810 kHz della banda 160 m. Era nostro dovere chiedere, non era scontato ottenere nulla.
Ringrazio tutti coloro i quali si sono prodigati per l’unità delle rappresentanze dei radioamatori, senza giochi di casacca, verso le istituzioni.
In particolar modo sono da menzionarsi per il contributo tecnico ed il supporto Alessandro Carletti IV3KKW, Emanuele D’Andria I0ELE e Piero Tognolatti I0KPT.
Senza di loro, e molti altri, tutto questo non sarebbe potuto avvenire. Guardando al futuro appare evidente come questo sia un seme di un rapporto istituzionale da coltivare e consolidare, ottenendo benefici per tutta la famiglia dei radioamatori e avvicinarci un po’ di più al resto del mondo.
73, Gian Leonardo IW2NKE

PNRF_2015

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